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Un file che non si apre più. Un messaggio minaccioso che chiede un riscatto. Tutti i tuoi dati, bloccati.
Nel 2025, il ransomware è ancora una delle minacce più temute in ambito aziendale e privato. Ma cosa fare se succede davvero?

Un clic sbagliato può costare caro. Impara a riconoscere i segnali del phishing e a difendere davvero i tuoi dati nel 2025.

Facile da attivare, fondamentale per la sicurezza: l’autenticazione a due fattori (2FA) è uno degli strumenti più efficaci per proteggere account e dati. Scopri come funziona e perché dovresti usarla sempre.

WordPress è la piattaforma CMS più utilizzata al mondo per creare siti web. Ma proprio per questo, è anche tra le più bersagliate dagli attacchi informatici. Ecco come mettere in sicurezza il tuo sito nel 2025.

Molti le usano per vedere Netflix all’estero. Ma una VPN è molto di più: è uno strumento essenziale per la privacy e la sicurezza online nel 2025.

Con sistemi operativi sempre più intelligenti e minacce sempre più evolute, ci si chiede: ha ancora senso usare un antivirus nel 2025? La risposta non è così scontata.

Antivirus aggiornato? Backup automatici? Accessi limitati?
Nel 2025, ogni azienda — piccola o grande — ha bisogno di una checklist minima per garantirsi un livello di sicurezza informatica accettabile.

Nel 2025 i cyber attacchi sono sempre più sofisticati, ma la prima difesa resta la più semplice: una buona password. Ecco come crearla e proteggerla davvero.

I dati sono il nuovo oro, ma troppi li trattano come se fossero carta straccia. Ecco perché il backup automatico è l’assicurazione digitale che non puoi ignorare.

Il cloud è comodo, ma anche pieno di insidie. Scopri i principali rischi per i tuoi dati (e come proteggerli davvero nel 2025).

Entro il 29 ottobre 2026 scade il termine fissato dal Garante Privacy per l'adeguamento alle nuove Linee guida sull'utilizzo dei tracking pixel nelle e-mail e nelle newsletter. Cosa cambia per aziende, e-commerce e professionisti?

Il 29 ottobre 2026 scade il termine di adeguatezza concesso dal Garante per la protezione dei dati personali per conformarsi alle nuove Linee guida sull'utilizzo di cookie e altri strumenti di tracciamento (tra cui i tracking pixel) nelle e-mail e nelle newsletter.

Chiunque utilizzi strumenti di e-mail marketing o invii newsletter periodiche deve verificare la propria architettura di tracciamento per evitare sanzioni rilevanti ed eventuali contestazioni sulla liceità dei dati raccolti.

Di che cosa si tratta?

I tracking pixel (o web beacon) sono immagini trasparenti di dimensioni 1x1 pixel inserite nel codice HTML delle e-mail. Quando l'utente apre il messaggio o clicca su un link, il client di posta scarica il pixel dal server remoto, registrando informazioni quali:

  • Data e ora di apertura della mail.
  • Indirizzo IP e posizione geografica approssimativa dell'utente.
  • Tipo di dispositivo, sistema operativo e browser/client utilizzato.
  • Click sui singoli collegamenti ipertestuali (tracciamento dei link).

Il Garante ha posto l'attenzione sull'invisibilità di queste tecnologie per l'utente, equiparando l'uso dei pixel nelle e-mail all'uso dei cookie e dei marcatori nel web (ex art. 122 del Codice Privacy, D. Lgs. 196/2003).

A chi si applica la nuova direttiva?

Le Linee guida del Garante si applicano a:

  • Aziende, e-commerce e professionisti che svolgono attività di e-mail marketing o profilazione commerciale.
  • Enti pubblici e associazioni che inviano comunicazioni massive o newsletter periodiche ai propri iscritti.
  • Piattaforme SaaS e fornitori di servizi mail (come Mailchimp, Brevo, ActiveCampaign, HubSpot o plugin WordPress come MailPoet) che integrano di default funzioni di analytics avanzate.

A chi NON si applica?

La normativa non trova applicazione (o prevede deroghe complete al requisito del consenso preventivo) nei seguenti contesti specifici:

  • Persona fisica per usi esclusivamente personali o domestici: Privati che inviano e-mail o messaggi senza scopo commerciale o di profilazione (ex "esenzione domestica" del GDPR).
  • Invii in formato testo puro (Plain Text): Comunicazioni che non utilizzano la formattazione HTML e non contengono immagini esterne o codice eseguibile, rendendo tecnicamente impossibile l'inserimento di tracking pixel.
  • Mittenti che utilizzano tracciamenti totalmente anonimizzati e aggregati: Se l'infrastruttura di invio non raccoglie né registra indirizzi IP, identificativi univoci dell'utente o dati riconducibili al singolo destinatario, la misurazione non rientra nell'ambito dei dati personali.
  • E-mail transazionali strettamente necessarie: Comunicazioni erogate per adempiere a un contratto o a un obbligo di legge (es. scontrini digitali, credenziali di accesso, conferme d'ordine) dove l'eventuale tracciamento è puramente tecnico-funzionale (es. rilevazione di errori di recapito) e non viene usato per finalità di marketing o analisi comportamentale.

Vale anche per le metriche "solo statistiche" o ad uso interno?

La risposta breve è: sì, nella maggior parte dei casi standard.

Se il sistema registra chi ha aperto la mail associando l'azione all'indirizzo e-mail specifico dell'utente (es. "Mario Rossi ha aperto la newsletter X tre volte e ha cliccato sul link Y"), non si tratta di una mera statistica anonima, ma di un tracciamento individuale di dati personali.

Eccezioni (Esenzione dal consenso preventivo): Il consenso preventivo e specifico non è richiesto unicamente se:

  • Metriche aggregate e totalmente anonimizzate: Il pixel scaricato è identico per tutti i destinatari e l'infrastruttura di ricezione non raccoglie né registra l'indirizzo IP, l'ID dell'utente o dati identificativi del destinatario.
  • Controlli tecnici essenziali: Tracciamenti funzionali strettamente necessari per garantire la corretta erogazione del servizio (es. rilevazione di errori tecnici di recapito/bounce).

Cosa comporta l'adeguamento?

Per continuare a tracciare open rate e click rate individuali dal 29 ottobre 2026 occorre rispettare tre requisiti chiave:

  • Consenso preventivo e opt-in chiaro: Non è più sufficiente l'iscrizione alla newsletter. Il consenso al tracciamento delle aperture/click deve essere espresso e distinto rispetto all'iscrizione alla mailing list.
  • Informativa Privacy aggiornata: Occorre esplicitare chiaramente l'uso dei pixel, indicando quali dati vengono raccolti, per quali finalità (profilazione, statistica, personalizzazione contenuti) e a chi vengono eventualmente trasmessi.
  • Diritto di revoca semplice (Opt-out): L'utente deve potersi disiscrivere dal tracciamento (o disabilitarlo) in qualsiasi momento senza dover per forza cancellare la propria iscrizione alla newsletter.

Guida pratica: come verificare se sei interessato e come adeguarti

Per affrontare il cambiamento in modo strutturato, occorre procedere attraverso tre fasi operative:

  • 1. Audit della piattaforma di e-mail marketing: Controlla le impostazioni predefinite del tuo Software di E-mail Marketing (ESP). Verifica se le opzioni “Track Opens” o “Track Clicks” sono attive per default su ogni invio e se il software identifica l'utente o anonimizza l'IP.
  • 2. Revisione dei moduli di iscrizione (Form): Se la tua piattaforma non permette la misurazione in forma puramente anonima ed aggregata, inserisci una checkbox non preselezionata specifica per il tracciamento e separa il consenso al semplice ricevimento dei contenuti da quello per la misurazione delle interazioni.
  • 3. Configurazione del software: Verifica se la tua piattaforma consente l'anonimizzazione delle metriche di tracciamento. Molti provider offrono l'opzione di inviare pixel generici o disattivare il tracciamento utente per utente.

Avvertenza: Poiché l'adeguamento tecnico varia a seconda della stack tecnologica utilizzata (ESP, CRM, e-commerce) e le sanzioni per non conformità al GDPR possono essere rilevanti, si raccomanda caldamente di consultare il proprio Data Protection Officer (DPO) o un consulente legale specializzato in privacy prima della scadenza del 29 ottobre 2026.

Riepilogo in sintesi: cosa c'è da sapere

  • Cos'è la novità: Il Garante Privacy equipara i pixel invisibili nelle e-mail ai cookie web. Dal 29 ottobre 2026 è vietato tracciare aperture e click individuali senza un consenso preventivo, esplicito e revocabile.
  • Chi riguarda: Aziende, e-commerce, professionisti, enti pubblici e gestori di newsletter che usano software di invio mail (come Mailchimp, Brevo, HubSpot, MailPoet).
  • Come adeguarsi in breve: Raccogliere un opt-in separato per il tracciamento, aggiornare l'informativa privacy, offrire un'opzione di opt-out dal solo monitoraggio e passare ad analisi anonimizzate/aggregate.

Fonte: Rielaborazione da Linee guida del Garante per la protezione dei dati personali sull'uso di cookie e altri strumenti di tracciamento.

Entro il 29 ottobre 2026 scade il termine fissato dal Garante Privacy per l'adeguamento alle nuove Linee guida sull'utilizzo dei tracking pixel nelle e-mail e nelle newsletter. Cosa cambia per aziende, e-commerce e professionisti?

Il 29 ottobre 2026 scade il termine di adeguatezza concesso dal Garante per la protezione dei dati personali per conformarsi alle nuove Linee guida sull'utilizzo di cookie e altri strumenti di tracciamento (tra cui i tracking pixel) nelle e-mail e nelle newsletter.

Chiunque utilizzi strumenti di e-mail marketing o invii newsletter periodiche deve verificare la propria architettura di tracciamento per evitare sanzioni rilevanti ed eventuali contestazioni sulla liceità dei dati raccolti.

Di che cosa si tratta?

I tracking pixel (o web beacon) sono immagini trasparenti di dimensioni 1x1 pixel inserite nel codice HTML delle e-mail. Quando l'utente apre il messaggio o clicca su un link, il client di posta scarica il pixel dal server remoto, registrando informazioni quali:

  • Data e ora di apertura della mail.
  • Indirizzo IP e posizione geografica approssimativa dell'utente.
  • Tipo di dispositivo, sistema operativo e browser/client utilizzato.
  • Click sui singoli collegamenti ipertestuali (tracciamento dei link).

Il Garante ha posto l'attenzione sull'invisibilità di queste tecnologie per l'utente, equiparando l'uso dei pixel nelle e-mail all'uso dei cookie e dei marcatori nel web (ex art. 122 del Codice Privacy, D. Lgs. 196/2003).

A chi si applica la nuova direttiva?

Le Linee guida del Garante si applicano a:

  • Aziende, e-commerce e professionisti che svolgono attività di e-mail marketing o profilazione commerciale.
  • Enti pubblici e associazioni che inviano comunicazioni massive o newsletter periodiche ai propri iscritti.
  • Piattaforme SaaS e fornitori di servizi mail (come Mailchimp, Brevo, ActiveCampaign, HubSpot o plugin WordPress come MailPoet) che integrano di default funzioni di analytics avanzate.

A chi NON si applica?

La normativa non trova applicazione (o prevede deroghe complete al requisito del consenso preventivo) nei seguenti contesti specifici:

  • Persona fisica per usi esclusivamente personali o domestici: Privati che inviano e-mail o messaggi senza scopo commerciale o di profilazione (ex "esenzione domestica" del GDPR).
  • Invii in formato testo puro (Plain Text): Comunicazioni che non utilizzano la formattazione HTML e non contengono immagini esterne o codice eseguibile, rendendo tecnicamente impossibile l'inserimento di tracking pixel.
  • Mittenti che utilizzano tracciamenti totalmente anonimizzati e aggregati: Se l'infrastruttura di invio non raccoglie né registra indirizzi IP, identificativi univoci dell'utente o dati riconducibili al singolo destinatario, la misurazione non rientra nell'ambito dei dati personali.
  • E-mail transazionali strettamente necessarie: Comunicazioni erogate per adempiere a un contratto o a un obbligo di legge (es. scontrini digitali, credenziali di accesso, conferme d'ordine) dove l'eventuale tracciamento è puramente tecnico-funzionale (es. rilevazione di errori di recapito) e non viene usato per finalità di marketing o analisi comportamentale.

Vale anche per le metriche "solo statistiche" o ad uso interno?

La risposta breve è: sì, nella maggior parte dei casi standard.

Se il sistema registra chi ha aperto la mail associando l'azione all'indirizzo e-mail specifico dell'utente (es. "Mario Rossi ha aperto la newsletter X tre volte e ha cliccato sul link Y"), non si tratta di una mera statistica anonima, ma di un tracciamento individuale di dati personali.

Eccezioni (Esenzione dal consenso preventivo): Il consenso preventivo e specifico non è richiesto unicamente se:

  • Metriche aggregate e totalmente anonimizzate: Il pixel scaricato è identico per tutti i destinatari e l'infrastruttura di ricezione non raccoglie né registra l'indirizzo IP, l'ID dell'utente o dati identificativi del destinatario.
  • Controlli tecnici essenziali: Tracciamenti funzionali strettamente necessari per garantire la corretta erogazione del servizio (es. rilevazione di errori tecnici di recapito/bounce).

Cosa comporta l'adeguamento?

Per continuare a tracciare open rate e click rate individuali dal 29 ottobre 2026 occorre rispettare tre requisiti chiave:

  • Consenso preventivo e opt-in chiaro: Non è più sufficiente l'iscrizione alla newsletter. Il consenso al tracciamento delle aperture/click deve essere espresso e distinto rispetto all'iscrizione alla mailing list.
  • Informativa Privacy aggiornata: Occorre esplicitare chiaramente l'uso dei pixel, indicando quali dati vengono raccolti, per quali finalità (profilazione, statistica, personalizzazione contenuti) e a chi vengono eventualmente trasmessi.
  • Diritto di revoca semplice (Opt-out): L'utente deve potersi disiscrivere dal tracciamento (o disabilitarlo) in qualsiasi momento senza dover per forza cancellare la propria iscrizione alla newsletter.

Guida pratica: come verificare se sei interessato e come adeguarti

Per affrontare il cambiamento in modo strutturato, occorre procedere attraverso tre fasi operative:

  • 1. Audit della piattaforma di e-mail marketing: Controlla le impostazioni predefinite del tuo Software di E-mail Marketing (ESP). Verifica se le opzioni “Track Opens” o “Track Clicks” sono attive per default su ogni invio e se il software identifica l'utente o anonimizza l'IP.
  • 2. Revisione dei moduli di iscrizione (Form): Se la tua piattaforma non permette la misurazione in forma puramente anonima ed aggregata, inserisci una checkbox non preselezionata specifica per il tracciamento e separa il consenso al semplice ricevimento dei contenuti da quello per la misurazione delle interazioni.
  • 3. Configurazione del software: Verifica se la tua piattaforma consente l'anonimizzazione delle metriche di tracciamento. Molti provider offrono l'opzione di inviare pixel generici o disattivare il tracciamento utente per utente.

Avvertenza: Poiché l'adeguamento tecnico varia a seconda della stack tecnologica utilizzata (ESP, CRM, e-commerce) e le sanzioni per non conformità al GDPR possono essere rilevanti, si raccomanda caldamente di consultare il proprio Data Protection Officer (DPO) o un consulente legale specializzato in privacy prima della scadenza del 29 ottobre 2026.

Riepilogo in sintesi: cosa c'è da sapere

  • Cos'è la novità: Il Garante Privacy equipara i pixel invisibili nelle e-mail ai cookie web. Dal 29 ottobre 2026 è vietato tracciare aperture e click individuali senza un consenso preventivo, esplicito e revocabile.
  • Chi riguarda: Aziende, e-commerce, professionisti, enti pubblici e gestori di newsletter che usano software di invio mail (come Mailchimp, Brevo, HubSpot, MailPoet).
  • Come adeguarsi in breve: Raccogliere un opt-in separato per il tracciamento, aggiornare l'informativa privacy, offrire un'opzione di opt-out dal solo monitoraggio e passare ad analisi anonimizzate/aggregate.

Fonte: Rielaborazione da Linee guida del Garante per la protezione dei dati personali sull'uso di cookie e altri strumenti di tracciamento.

Facile da attivare, fondamentale per la sicurezza: l’autenticazione a due fattori (2FA) è uno degli strumenti più efficaci per proteggere account e dati. Scopri come funziona e perché dovresti usarla sempre.

Antivirus aggiornato? Backup automatici? Accessi limitati?
Nel 2025, ogni azienda — piccola o grande — ha bisogno di una checklist minima per garantirsi un livello di sicurezza informatica accettabile.

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Un file che non si apre più. Un messaggio minaccioso che chiede un riscatto. Tutti i tuoi dati, bloccati.
Nel 2025, il ransomware è ancora una delle minacce più temute in ambito aziendale e privato. Ma cosa fare se succede davvero?

Nel 2025 i cyber attacchi sono sempre più sofisticati, ma la prima difesa resta la più semplice: una buona password. Ecco come crearla e proteggerla davvero.