Nel panorama tecnologico di oggi, in cui software e applicazioni sono parte integrante della nostra quotidianità, il software testing è spesso sottovalutato. Eppure, senza di esso, rischieremmo non solo piccoli disagi, ma anche veri e propri disastri economici, sociali e persino sanitari. A parlarne su CodeAndConverse è stato Davide Messia, test manager ed esperto del settore, fondatore della community L’oracolo del test.
Copyright, diritto d’autore e privacy: una chiacchierata con Alessandro Vercellotti
Sul web tutto sembra a portata di clic: immagini, video, testi. Ma tra diritto d’autore, copyright e privacy le regole esistono — e ignorarle può costare. Con l’Avv. Alessandro Vercellotti (socio fondatore di Legal For Digital, premi e riconoscimenti nel diritto della rete) abbiamo messo ordine, partendo da una confusione classica: copyright e diritto d’autore non sono sinonimi.
E-commerce che vendono davvero: tra usabilità, UX e un pizzico di neuromarketing con Maurizio Palermo e Loredana Fineo
C’è un equivoco che ritorna spesso quando si parla di negozi online: basta un sito bello e un po’ di traffico per vendere. Maurizio Palermo — consulente SEO e progettista web — con Loredana Fineo ribalta la prospettiva: prima ancora di layout e campagne, serve chiedersi se il progetto è realmente fattibile e sostenibile. Tradotto: capire punti di forza e debolezza, risorse disponibili, target e obiettivi. Sognare va benissimo; ignorare la realtà, meno.
Da qui il cuore della chiacchierata: come usabilità, user experience e alcune leve di neuromarketing trasformano le visite in acquisti — e gli acquisti in fedeltà.
Telegram for Business: strumenti, strategie e casi reali — con Flavius Florin Harabor e Alessandro Germano
Nel nuovo appuntamento di CodeAndConverse, Alessandro Germano ha ospitato Flavius Florin Harabor per una conversazione schietta e molto pratica su come trasformare Telegram da “semplice app di chat” a piattaforma di comunicazione per il business. Consulente di web marketing, formatore e volto noto agli eventi di settore, Harabor — che la community ha ribattezzato “l’imperatore di Telegram” — ha messo subito le carte in tavola: la sua è una scelta culturale prima che tecnica. «Vengo dal mondo open-source: Telegram si sposa con l’idea di comunità, trasparenza dei client e controllo dell’utente», ha spiegato, ricordando come oggi l’app conti centinaia di milioni di utenti attivi a livello globale e una base italiana ormai matura e molto partecipativa.