Cosa sono Zapier e Make?
Entrambi sono strumenti di automazione no-code, che collegano app e servizi tra loro.
L’obiettivo? Automatizzare attività ripetitive, integrando tool come Gmail, Google Sheets, Facebook Ads, Mailchimp, Notion, WordPress, HubSpot, ecc.
Come funzionano?
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Zapier lavora con “Zaps”: sequenze di azioni innescate da un evento.
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Make utilizza uno schema più flessibile con “scenari”, perfetti per flussi complessi.
Esempio:
Quando ricevi un nuovo lead su Facebook → crea automaticamente un contatto in HubSpot → invia una mail di benvenuto → aggiungi il contatto a una lista in Mailchimp.
Cosa puoi automatizzare se fai marketing?
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Creazione automatica di task su Trello, Asana o ClickUp
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Notifiche su Slack quando arriva un nuovo ordine
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Invio automatico di email di follow-up
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Sincronizzazione tra form, CRM e newsletter
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Gestione di lead da più fonti (social, sito, campagne ADV)
Confronto: Zapier vs Make
| Funzione | Zapier | Make |
|---|---|---|
| Interfaccia | Più semplice | Più tecnica, ma potente |
| Flussi complessi | Meno flessibile | Più avanzato |
| App supportate | 6.000+ | 1.500+ ma in crescita |
| Prezzi | Più caro | Più economico in media |
| Apprendimento | Più facile | Richiede più tempo |
Quale scegliere?
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Zapier: perfetto se cerchi velocità, semplicità e supporto a molte app.
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Make: ottimo se vuoi costruire automazioni dettagliate e personalizzate.
Consigli per iniziare
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Parti da un processo semplice (es. notifiche o aggiornamento di un foglio Excel)
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Sfrutta i template pronti: ce ne sono centinaia
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Testa ogni automazione prima di renderla attiva
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Monitora i flussi: un errore in un passaggio può bloccare tutto
Conclusione
Le automazioni sono alleate preziose per chi fa marketing.
Zapier e Make ti permettono di lavorare in modo più intelligente, non solo più veloce.
Automatizza ciò che ti ruba tempo, così puoi concentrarti su ciò che conta.